Municipio - Porto
Apertura
23 Maggio 2015
Progettazione
Coordinamento artistico
Artisti
Archeologia
Il progetto
Nel progetto originario la stazione Municipio non era prevista e fu introdotta, a seguito della modifica del tracciato, allo scopo di creare l’interscambio con la linea 6.
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La stazione con due binari in due canne distinte con banchine laterali è costruita gran parte sotto il livello del mare e fa parte del “Sistema delle Stazioni dell’Arte” con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva. La sua importanza è dovuta, oltre ad essere stazione capolinea della Linea 6, inaugurata il 17 luglio 2024, ed interscambio con la Linea1, insieme alla stazione Garibaldi e la stazione Capodichino, di prossima apertura, una delle principali porte della città, la “Porta del Mare”.
La sua importanza è dovuta anche la quantità e la eccezionalità dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi, tra cui i resti di navi di epoca romana, hanno fatto sì che venisse definita stazione “archeologica”, assieme alla stazione Duomo.
Il progetto finale prevede la valorizzazione e la conservazione di una parte delle strutture antiche ritrovate durante gli scavi archeologici, strutture che, al completamento dell’opera, saranno parte integrante della stazione attraverso un’attenta opera di restauro.
Nella costruzione della stazione oltre ai già citati relitti di epoca romana, con la scoperta dell’antico porto di Neapolis, sono stati rinvenuti i resti dell’edilizia di età Angioina e i sistemi di difesa esterni di Castel Nuovo di età Aragonese voluti da re Alfonso IV di Aragona, per poi ritrovare l’impianto difensivo de epoca vicereale come i torrioni del Molo e dell’Incoronata, quest’ultimo già visibile nel basamento all’interno della stazione.
All’interno della stazione l’architetto Siza, con la collaborazione di Eduardo Souto de Moura, recupera le rovine delle fortificazioni aragonese, inserendole nel contesto degli spazi dell’architettura del mezzanino di stazione, creando una zona di interscambio con la linea 6 e progettando un ampio corridoio parallelo adibito a futuro spazio museale per l’esposizione dei reperti recuperati durante il corso degli scavi archeologici effettuati nell’area della stazione stessa.
Il tema dell’inserimento delle preesistenze archeologiche recuperate all’interno e all’esterno dell’architettura di stazione è elemento conduttore del progetto e parte integrante e strutturale della stazione.
Le finiture architettoniche rispondono alla logica minimalista propria della cifra stilistica dell’autore del progetto: pavimenti interni ed esterni in pietra lavica naturale, pareti in mattoni, superfici intonacate rispondono nella loro maestosità e nella loro semplice geometria alla lezione dei grandi maestri del movimento moderno che, nell’autore del progetto, vengono rielaborati in una sorta di nuovo lessico architettonico.
Gli architetti portoghesi oltre a progettare la stazione si sono occupati della riqualificazione urbana della piazza Municipio, ricollocando, al centro del piazzale creato antistante palazzo San Giacomo, la fontana del Nettuno, opportunamente restaurata.
All’esterno la piazza viene reinterpretata su due livelli: un livello esterno completamento pedonalizzato, nel cui centro la lunga asola contornata da alberi, attraversa tutta la piazza portando la luce naturale all’interno del corridoio sotterraneo che collega l’interno della stazione all’area portuale.
La valorizzazione dell’asse visivo tra stazione marittima, palazzo San Giacomo e collina dove sorge Castel Sant’Elmo, grazie alla presenza dell’asola lineare e al filare di alberi, concorre al mantenimento dell’immagine storica del sito che, dalla tavola Strozzi fino alle magnifiche vedute del settecento e del tardo ottocento, ha contrassegnato l’iconografia urbana di quest’area.
In quest’ambito è stato assegnato all’artista Michal Rovner, al fine di assicurare una maggiore fruibilità degli spazi di stazione, personalità di spicco nel panorama artistico internazionale, la ideazione e progettazione di una grande opera artistica consistente in un sistema di videoinstallazione e la relativa finitura ad “affresco” della grande parete posta al piano mezzanino di fronte al basamento della cosiddetta “Torre dell’Incoronata”, in prossimità dell’uscita San Giacomo, quest’ultima aperta al pubblico il 21 luglio 2017.
L’artista Michal Rovner attualmente è presente con le sue opere nei maggiori musei di arte contemporanea del mondo. Nell’opera Passaggi, Passages (Napoli), 2014 scelta per la stazione Municipio, approfondisce il tema della stratificazione storico-archeologica e del contesto territoriale della città di Napoli.
L’artista attraverso l’inserimento molteplici figure in movimento, introduce la quarta dimensione del “tempo” in sintonia con il flusso inarrestabile dell’utenza che anima questo importante nodo metropolitano.
I molteplici personaggi che l’artista presenta sono stai ripresi nelle pose tipiche del fruitore della rete: durante il cammino, nei momenti di attesa e nelle fasi dell’incontro sociale che avviene e si genera proprio all’interno di una stazione metropolitana.
A questo gruppo di figure proposte si aggiunge inaspettatamente la folla degli astanti che utilizzeranno la stazione.
È proprio agli utenti che l’artista assegna il ruolo di fruitori dell’arte e dell’architettura di stazione.
L’uscita su via Depretis, aperta al pubblico il 22 dicembre 2018, ospita sette opere fotografiche dell’artista Mimmo Jodice.
Protagonista della scena artistica internazionale, Mimmo Jodice utilizza la macchina fotografica per indagare sulla storia del territorio napoletano e realizzare opere raffiguranti personaggi e reperti del passato perfettamente in linea con lo spirito progettuale della stazione Municipio.
L’ intervento artistico è una sorta di galleria della memoria dove i soggetti scelti dall’artista dialogano con le antiche vestigia storiche e archeologiche della città emerse durante gli scavi della stazione stessa.
Il 10 luglio 2023 è stato aperto al pubblico il collegamento al porto, una galleria di circa 225 metri e larga 20 con la presenza di due tapis-roulant. Percorrendo il tunnel troviamo alla sua uscita, verso la stazione Marittima, i resti ritrovati dell’antico molo angioino.






























































