Il presidente di M.N. S.p.A., prof. Paolo Carbone è intervenuto sul tema della tutela e valorizzazione delle Stazioni dell’Arte rilasciando un’intervista al quotidiano Il Mattino, pubblicata martedì 24 aprile 2026.
Il prof. Carbone ha affrontato l’argomento ricordando come «Le condizioni in cui versano alcune delle opere più significative delle Stazioni dell’Arte mi sono ben note, per il mio ruolo e da utente. A questo si aggiungono le numerose segnalazioni sui nostri canali social, che testimoniano quanto questo patrimonio sia sentito e vissuto dalla collettività».
Ha poi proseguito il suo intervento, rispondendo alle domande del giornalista Gennaro Di Biase:
– Come si risolve l’impasse?
– Metropolitana di Napoli Spa ha responsabilità della progettazione e della realizzazione delle stazioni, non di gestione operativa e manutenzione. Una volta completate, le stazioni vengono trasferite al Comune. Tuttavia, la manutenzione e la tutela delle opere sono sempre rimaste un nostro obiettivo morale e istituzionale. Ci siamo sempre sentiti promotori e custodi di questo patrimonio: nel 2006 Metropolitana di Napoli S.p.A. promosse una convenzione con l’Accademia di Belle Arti per il censimento e la conservazione delle opere.
Considero meritevole l’impegno dell’assessore Cosenza per individuare le risorse necessarie per gli interventi, ma ritengo centrale affrontare in modo strutturale il tema della manutenzione ordinaria».
– Come?
– La manutenzione ordinaria non va lasciata a interventi emergenziali, bensì deve diventare parte di una programmazione capace di prevenire, attraverso una maggiore disponibilità di fondi per il monitoraggio, la cura continua e la valorizzazione di un patrimonio artistico di rilevanza mondiale».
– Cosa suggerisce, nel concreto?
– Va avviata una riflessione su un nuovo modello gestionale delle stazioni, che coniughi tutela e sostenibilità economica. Un riferimento interessante è rappresentato dal modello adottato dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che ha saputo distinguere la gestione dell’infrastruttura ferroviaria da quella degli spazi di stazione. trasformando questi ultimi in asset capaci di generare valore per il territorio e di autosostenersi.
Pur nella diversità di scala, credo che il principio sia pienamente applicabile anche alla metropolitana di Napoli: separare il servizio di trasporto dalla valorizzazione degli spazi. Il valore artistico delle stazioni, la notorietà internazionale che esse hanno acquisito e il volume dei passeggeri che ogni giorno le frequentano rappresentano un’opportunità economica con ampi margini di sviluppo. Napoli è stata la prima città a concepire la metro come luogo di arte, architettura e archeologia. Oggi ha l’opportunità di compiere un ulteriore passo avanti: dotarsi di un modello gestionale innovativo.
– Aprirebbe anche a partnership con i privati?
– L’idea è sviluppare strumenti innovativi: formule di sponsorship evoluta, utilizzo mirato degli spazi per eventi culturali e corporate, concessione di locali inutilizzati a operatori qualificati, fino alla creazione di linee di merchandising legate alle stazioni iconiche come Toledo o Chiaia.
Non si tratta di commercializzare uno spazio pubblico, ma di dotarsi d strumenti sostenibili per proteggere e valorizzare un patrimonio collettivo unico al mondo. Percorrere questa strada consentirebbe di recuperare risorse preziose da destinare alla manutenzione ordinaria e programmata delle stazioni, concorrendo alla copertura dei costi, al potenziamento dei servizi e, perché no, all’installazione di nuove opere nelle stazioni che oggi ne sono prive.
– Quale sarebbe il primo passo?
– Nel 2018 Metropolitana di Napoli S.p.A. propose una fondazione dedicata, un ente senza fini di lucro, aperta a soggetti pubblici e privati, per garantire manutenzione e gestione strutturata, che si facesse carico di salvaguardia e valorizzazione delle Stazioni dell’Arte. Ai soci promotori, con Metropolitana Spa nel ruolo di capofila, veniva chiesto un supporto economico a fronte di benefit fiscali e di un rilevante ritorno di immagine. Diverse aziende manifestarono la disponibilità a partecipare: quest’idea, peraltro oggetto di una delibera della giunta comunale del 2022, potrebbe essere considerata nuovamente, eventualmente ampliandone la prospettiva in termini di marketing e collaborazioni strategiche. Siamo stati parte integrante – a partire dall’intuizione di Giannegidio Silva, condivisa dall’amministrazione Bassolino – di quella visione originaria che ha portato alla nascita delle stazioni dell’arte. E anche per questo che ho più volte espresso il desiderio di realizzare, all’interno di una stazione, un vero e proprio museo della Metropolitana di Napoli: uno spazio che racconti al pubblico il processo creativo e realizzativo accumulato negli anni.
