Toledo
Apertura
Stazione: 17 Settembre 2012
2a uscita Montecalvario: 18 Settembre 2013
Progettazione
Coordinamento artistico
Artisti
Archeologia
Il progetto
La stazione Toledo di Oscar Tusquets Blanca si inserisce nel contesto storico ambientale dei quartieri spagnoli di Napoli. In questo progetto l’architetto catalano trova l’esatta sintesi tra storia, architettura, archeologia e arte.
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Il progetto realizza una nuova visione dei percorsi di discesa (mezzanino e pozzo di stazione) e di attraversamento (galleria di scavalco e tunnel pedonale di collegamento all’ uscita di Montecalvario) attraverso soluzioni innovative che valorizzano la fruizione “underground “di questa infrastruttura metropolitana.
La stazione con due binari in due canne distinte con banchine laterali con una profondità di circa dal piano ferro al piano campagna di circa 53 metri.
È stata realizzata a foro cieco a partire da una grande galleria di collegamento tra pozzo laterale e gallerie di banchina e rappresenta un capolavoro di ingegneria e architettura.
Le complesse opere geotecniche che si sono rese necessarie per garantire la stabilità degli scavi ed il controllo dei cedimenti nei terreni in falda sono state delle vere sfide per il completamento dell’opera. Infatti si è provveduto a congelare il terreno per scavare sotto il livello del mare con l’immissione di azoto liquido. Questo sistema si è reso necessario per garantire l’impermeabilizzazione successiva dello scavo fino alla posa del rivestimento del calcestruzzo.
La stazione ha una diversa configurazione a causa dell’impossibilità di ubicare il pozzo di stazione in corrispondenza del tracciato delle gallerie di linea. È stata quindi realizzata a foro cieco una galleria di collegamento tra il pozzo e le banchine di stazione, ovvero una cavità di grandi dimensioni (oltre 8000 m3) che, intercettando le gallerie di stazione, potesse fungere da elemento di connessione pedonale tra le discenderie di banchina e le uscite in via Toledo e piazzetta Montecalvario.
Durante i lavori di scavo, sono emersi reperti archeologici appartenenti al suolo arato del Paleolitico e muri di epoca aragonese che sono stati restaurati ed inglobati nella stazione stessa.
La stazione sorge in via Armando Diaz, arteria di via Toledo, oggetto di riqualificazione urbana. Nel tratto interessato, ora chiamato Largo Enrico Berlinguer e reso pedonale, l’architetto catalano progetta l’area esterna creando luoghi di aggregazione e arricchendo esteticamente lo spazio urbano esterno attraverso il posizionamento di una monumentale scultura in acciaio “corten”:
Il cavaliere di Toledo, 2012 ideata dall’artista sudafricano William Kentridge.
All’entrata della stazione i colori dei rivestimenti sono neri per ricordare l’asfalto cittadino, i viaggiatori possono ammirare parte del muro aragonese recuperato e l’opera artistica di William Kentridge.
Un mosaico, posto interamente sulla parete d’ingresso, che rappresenta, con figure ispirate alla storia della città di Napoli, una processione guidata, grazie alla forza della musica, da San Gennaro.
Lo sfondo ripropone frammenti del progetto della ”ferrovia centrale di Napoli “, progetto del 1906, l’attuale linea 2, inaugurata nel 1925.
L’altra opera di Kentridge è posta sulle scale mobili che portano al piano inferiore. Sempre in mosaico, lo sfondo questa volta fa riferimento all’idea progettuale di Lamont Young per una metropolitana a Napoli. In primo piano l’artista ha posizionato due figure umane ed un carretto con una serie d’immagini simboliche legate a Napoli.
L’intervento di Achille Cevoli, opera posta in prossimità delle scale fisse d’emergenza, è costituito da tre grandi immagini fotografiche rielaborate digitalmente e stampate su pannelli in pietra sintetica tipo “stone”. L’opera è dedicata al tema del lavoro operaio, è un omaggio alle maestranze che hanno realizzato lo scavo delle gallerie e la costruzione delle stazioni metropolitane.
Scendendo di livello i colori dei rivestimenti mutano in giallo ocra, ispirazione delle antiche cave di tufo di epoca romana, fino ad un segno netto è preciso, voluto dall’architetto catalano, per indicare la quota 0 e che da lì in poi si è sotto il livello del mare.
La stazione, costruita per metà sotto il livello del mare, è rivestita con tessere in mosaico 1×1 con colorazioni diverse di azzurro, dal più chiaro al più scuro, per far capire ai passeggeri che si trovano nella profondità marina.
Le scale mobili sono sovrastate dal Crater de luz, 2012 di Tusquets, un grande cono che attraversa in profondità tutti i livelli della stazione, collegando il piano stradale con la spettacolare hall, la “sala sommersa” che si trova 40 metri più in basso dal suolo stradale. Relative light, 2012 è invece il titolo dell’intervento artistico di Robert Wilson: all’interno del Crater de luz sono stati posizionati 144 led full colors, programmati sulla gamma cromatica degli azzurri, creando suggestive e variabili “armonie” luminose. Sulle pareti della grande hall e sui pilastri si possono ammirare le Olas, 2012, di Tusquets, onde metalliche in rilievo, rivestite anch’esse da mosaici azzurri.
Nel corridoio che conduce verso il piano banchina e collega l’uscita a piazzetta Montecalvario, vi è una coinvolgente installazione, sempre opera di Robert Wilson, composta da due lunghi light-box a luce led che riproducono l’immagine di un mare appena increspato dal movimento continuo delle onde, movimento, ottenuto grazie all’utilizzo della tecnologia lenticolare.
La stazione Toledo oltre ad essere inserita nel sistema delle “Stazione dell’Arte” con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva, ha ricevuto parecchi premi e riconoscimenti tra cui:
- Nominata dal Daily Telegraph in data 3-12-2012 la stazione più bella d’Europa,
- Premiata a Londra nel settembre del 2013 con il LEAF Awards, sezione Trasporti ed Infrastrutture;
- Premiata a Berlino il 18 Ottobre del 2013 con il LEAF Interior Design Awards
- Nominata per il “PLDR Award Gala Dinner 2013” a Copenaghen come “Best Daylighting Project” e “Miglior progetto di illuminazione naturale”.
- Nominata nel 2014 tra le stazioni più belle del mondo secondo la classifica stilata dall’emittente americana CNN.
La seconda uscita a piazzetta Montecalvario, aperta al pubblico il 18 settembre 2013, collega la stazione Toledo con i quartieri Spagnoli a pochi passi dal famoso Murales di Diego Armando Maradona. L’uscita è provvista di scale mobili e tapis-roulant e anche qui si possono ammirare opere ‘arte di artisti contemporanei.
Percorrendo il lungo corridoio si può ammirare Razza Umana, 2013, opera fotografica di Oliviero Toscani, due light-box che costeggiano per l’intera lunghezza i tapis-roulant. Nell’opera fotografica sono presenti volti di personaggi pubblici o di persone qualunque.
Infatti l’opera fa parte di uno studio, attraverso le foto di Oliviero Toscani, sulla morfologia degli esseri umani. Ad accompagnare i passanti lungo le scale mobili, sono state posizionate lettere in argento specchiante su grandi pannelli neri realizzate da Lawrence Weiner, esponente dell’arte concettuale, che con la sua frase epigrammatica Molten copper poured on the rim of the bay of Naples. / Rame fuso colato sulle rive del golfo di Napoli, 2013 dà il titolo all’opera.
Al piano superiore si può ammirare l’opera fotografica di Shirin Neshat dal titolo: Il teatro è vita. La vita è teatro – Don’t ask where the love is gone, 2013. Per la prima volta l’artista di origini iraniane ha scelto volti occidentali per la realizzazione dell’opera e si è avvalsa della collaborazione del fotografo Luciano Romano.
L’artista si è ispirata all’ambiente teatrale napoletano, infatti tra i volti scelti si possono riconoscere le attrici Antonella Morea, Cristina Donadio, Giovanna Giuliani e il direttore artistico del Teatro Instabile.
L’opera è composta da un gruppo di grandi fotografie in bianco e nero caratterizzate da forte drammaticità ed emozione attraverso nove diverse espressioni in cui l’immaginazione teatrale si mescola con la realtà della vita.
The Flying – Le tre finestre, 2013, di Ilya ed Emilia Kabakov, un’ opera, presente al piano intermedio successivo, in ceramica faentina, è una grande e ariosa visione panoramica che vede l’uomo librarsi in cielo con stormi di uccelli e aerei.
Il viaggio termina al piano biglietteria con l’immenso mosaico di Francesco Clemente, artista esponente del movimento della “transavanguardia, dal titolo Engiadina, 2013.
Il nome dell’opera è scritto in romancio, lingua romanza che si parla in Svizzera, e fa riferimento alla valle di Engadina nel Canton Grigione in Svizzera famoso per essere l’ultimo luogo dove la luce mediterranea si arresta. L’opera è stata realizzata in mosaico in pietra e ceramica ed è attraversata da una fascia gialla e vi sono raffigurate alcune donne aventi le sembianze di danzatrici di età minoica.












































