Salvator Rosa

Il progetto

La stazione e composta da due binari in due canne distinte e banchina centrale e la sua profondità tra il piano ferro ed il piano campagna è di circa 47 metri.

L’intera area si articola tra la stazione e l’area esterna che ha beneficiato, grazie all’Atelier Mendini,  di una riqualificazione urbana  che ha riportato allo splendore i resti di un antico ponte romano e di  una interessante chiesetta  ottocentesca e la creazione di un parco pubblico.

L’intervento dell’atelier Mendini  ha dato nuova vitalità ad un ambiente urbano fortemente degradato attraverso il recupero dei  frontespizi dei palazzi che sono stati  decorati dai mosaici di Gianni Pisani, Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Renato Barisani, Mimmo Paladino, il parco giochi di Mimmo e Salvatore Paladino, le sculture di Barisani, Riccardo Dalisi, Augusto Perez, Longobardi.
Nel parco la piccola cappella ottocentesca, salvata al degrado, ospita  le opere di Ugo Marano, Lucio del Pezzo e Gloria Pastore.

All’interno della stazione sono presenti le opere di Enzo Cucchi, Luca Castellano, Raffaella Nappo, Fulvia Mendini, Perino e Vele, Anna Sargenti, Santolo De Luca, Quintino Scolavino e Natalino Zullo, opere che, dialogano con lo spazio policromatico progettato da Alessandro e Francesco Mendini con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva.

La seconda uscita della stazione, aperta al pubblico nel dicembre 2002, è sovrastata dal palazzo, in cui abitò Giovanni Capurro autore di ‘O sole mio, l’artista Mimmo Paladino arricchisce i prospetti parietali con stendardi colorati e raggi di sole.

Nel piazzale circostante, al centro, c’è una guglia piramidale, opera di Atelier Mendini, il cui basamento è rivestito da un’opera in ceramica di Enzo Cucchi, poco distante si può ammirare la statua del Pulcinella di Lello Esposito e l’ingresso alla stazione ospite le ceramiche di Ugo Marano.

La costruzione

La stazione

Opere d'Arte

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