Arco Mirelli - Repubblica
Il progetto
La stazione Arco Mirelli, dell’architetto tedesco Hans Kollhoff, sorge a piazza della Repubblica di fronte alla Villa Comunale ed al monumento dedicato alle Quattro Giornate di Napoli ad opera di Marino Mazzacurati.
Leggi Tutto
Essa è costituita da un padiglione d’ingresso di vetro ed acciaio realizzato in stile liberty. Hans Kollhoff si è ispirato, per la progettazione del suddetto padiglione, all’ Expo di Igiene del 1900 tenutosi nella Villa Comunale dove all’interno di essa vi furono installati dei padiglioni espositivi in stile liberty.
L’utilizzo di acciaio e vetro per la costruzione del padiglione d’ingresso, oltre ad essere coerente con lo stile urbanistico circostante, si è reso indispensabile per permettere alla luce naturale di illuminare i livelli inferiori, per l’esattezza cinque, ed utilizzando all’interno di essi travertino di Tivoli e lastre in pietrarsa.
Oltre al padiglione, che funge da ingresso principale, si può accedere alla stazione con una scala posta sulla Riviera di Chiaia. Sempre ispirato in stile liberty è il padiglione, più piccolo e di forma circolare, posto di fronte al padiglione principale, adiacente al Tennis club Napoli 1905 su viale Anton Dohrn che, secondo l’architetto tedesco, ha una funzione di sala espositiva.
Il piano ferro è profondo circa 26 metri dal piano calpestio e sono presenti due binari in canna singola con due banchine laterali.
La realizzazione della stazione è stata anche un’occasione per la riqualificazione urbana di piazza della Repubblica arricchita, ora, con l’inserimento di aiuole e piantumazione di nuove essenze arboree e dando un nuovo assetto alla viabilità stradale.
La stazione Arco Mirelli fa parte del circuito delle “Stazioni dell’Arte” con il coordinamento artistico da parte di Achille Bonito Oliva con l’intervento dell’artista Rebecca Horn.
L’installazione audiovisiva è composta da una serie di corni in rame animati con l’inserimento di elementi specchianti all’interno in alcuni di essi di tali da creare un gioco di luci ed ombre. Il tutto è completato da effetti sonori di sottofondo, ad opera del musicista André Baum.
L’installazione è composta da trenta corni in rame di varia lunghezza di cui dodici di essi hanno all’interno un disco specchiante capace di creare un gioco riflessi nell’interazione con le luci del piano intermedio dove è stata installata l’opera della Horn.
La musica dal titolo Sound Piece for Naples Metro (clicca per ascoltare), creata ad hoc, è opera del musicista americano André Baum realizzata assemblando il suono di voci e registrazioni sul campo, catturate in città e nei siti archeologici campani.











































