A Torino il modello napoletano delle Stazioni dell’Arte

Venerdì 27 marzo il Presidente di Metropolitana di Napoli S.p.A., prof. Paolo Carbone ha partecipato al convegno internazionale “Le infrastrutture sostenibili: la metropolitana come motore del cambiamento urbano”, svoltosi nel teatro Vittoria di Torino su iniziativa di Infra.To.
Nel corso di un panel moderato dal giornalista Edoardo Camurri, il prof. Carbone ha parlato del modello delle Stazioni dell’Arte, sottolineando come Napoli possa rivendicare la primogenitura di una visione progettuale oggi adottata a livello internazionale, come dimostra il programma artistico avviato in Francia per le future stazioni del Grand Paris Express.
“Metropolitana di Napoli S.p.A. ha fatto da chioccia, per così dire, ad altre metropolitane, che oggi, con una consapevolezza che noi abbiamo maturato già negli anni ’90, affrontano il tema dell’arte, dell’architettura, dell’archeologia nella progettazione delle stazioni. Napoli è stata la prima città ad affrontare questo tema a 360°” ha spiegato il prof. Carbone, richiamando l’allora presidente di Metropolitana di Napoli S.p.A., Giannegidio Silva che, assieme al Sindaco Antonio Bassolino, ebbe l’intuizione di introdurre l’arte contemporanea nelle stazioni non come elemento decorativo, ma come parte integrante dell’infrastruttura, capace di offrire un’esperienza di viaggio nuova e più a misura d’uomo.
Il coinvolgimento di artisti e architetti di fama internazionale, unito alla presenza di una regia curatoriale, consenti trent’anni fa di configurare la Linea 1 come un museo diffuso accessibile a tutti, che oggi è elemento identitario della città, forte anche degli importanti reperti archeologici rinvenuti durante la realizzazione della tratta del Centro Storico.
Il prof. Carbone ha poi ricordato il contributo decisivo delle Stazioni dell’Arte alla riqualificazione di intere aree cittadine, in alcuni casi profondamente trasformate sotto il profilo urbanistico e funzionale.
Infine, il presidente di Metropolitana di Napoli S.p.A. si è soffermato sull’importanza di continuare ad investire sul modello delle Stazioni dell’Arte: “Ogni anno lo Stato italiano emette sul bilancio approvato dei titoli pubblici verdi, i green bond, con riferimento a spese che migliorino la sostenibilità. Bisogna stimolare il governo affinché utilizzi maggiormente queste risorse per finanziare la costruzione di metropolitane ancora più belle, ancora più artistiche, raggiungendo aree oggi non ancora collegate. La loro realizzazione non solo migliora la vivibilità riducendo le emissioni di CO2, ma fa crescere l’economia nelle aree circostanti alle stazioni: garantiscono una valorizzazione dei territori e incontri tra le persone più produttivi, in sintesi possiamo concludere che le stazioni della linea 1 rendono i cittadini più efficienti ed al tempo stesso più felici”.

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